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Dal 1°gennaio 2019 aumentano i requisiti per la pensione (di G. Coan)

Dal 1°gennaio 2019 aumentano i requisiti per la pensione

       Servono cinque mesi in più

Entreranno in vigore dal prossimo 1° gennaio 2019 le novità comunicate dall’INPS con circolare 62 del 4 aprile 2018 in tema di adeguamento dell’età pensionabile.

Novità che comporteranno una maggiore permanenza, di 5 mesi, nel mercato del lavoro da parte dei lavoratori prima di poter avere diritto alla pensione nel biennio 2019-2020...LEGGI TUTTO

 

Assicurativa del personale scolastico(di G. Coan)

   LA POSIZIONE ASSICURATIVA DEL PERSONALE SCOLASTICO

-adempimenti del lavoratore-

Le leggi di stabilità e i continui interventi legislativi impongono una sempre maggiore attenzione e cura sulla trattazione delle pratiche pensionistiche e previdenziali, dei Dirigenti Scolastici e indistintamente di tutto il personale della scuola e della pubblica amministrazione in genere. Ogni lavoratore ha una storia di lavoro individuale il più delle volte variegata e complessa e come tale deve provvedere in tempo reale al fine di monitorare, disciplinare e unificare ove possibile la relativa posizione contributiva quale elemento essenziale e fondamentale per determinare alla fine dell’attività lavorativa il trattamento pensionistico. Solo il lavoratore conosce la propria realtà lavorativa ed è quindi il primo consapevole responsabile della stessa.

A seguito poi del decentramento delle competenze, della soppressione del PA 04 (sistema cartaceo) e dell’attivazione della nuova procedura informatica e per altre molteplici ragioni, si riscontrano imprecisioni e inesattezze, che contribuiscono a far emergere un’altissima percentuale di errore nella gestione delle stesse pratiche, sul diritto e sul calcolo della pensione.

L’INPS sta inviando ai dipendenti pubblici comparto scuola compreso, ex INPDAP l’estratto Conto Informativo con lo scopo di permettere ai soggetti interessati di conoscere la consistenza del proprio conto assicurativo, iniziando dai più prossimi alla pensione.

Il conto assicurativo, per la maggior parte dei casi è incompleto e approssimativo.

Dal 1° gennaio 2019, scatta la prescrizione per i contributi pensionistici che sarà di 5 anni (come definito dalla L. 335/95 e chiarito dalla circolare Inps n. 169 del 15/11/17) e una volta prescritta, la contribuzione non potrà più essere versata.

Molti enti non sono in regola e di conseguenza molti lavoratori pubblici rischiano di trovarsi con una pensione più bassa con riflessi negativi anche sul versante del diritto.

                                         Che cosa deve fare il lavoratore per tutelarsi.

Entro il 31.12.2018 deve procedere al controllo della propria posizione contributiva e segnalare l’eventuale contribuzione mancante o anomalie, al fine di interrompere i termini prescrittivi.

Acceda al Sito INPS, utilizzando le proprie credenziali (codice fiscale e PIN o identità SPID), quindi “Area prestazioni e servizi/Fascicolo previdenziale del cittadino/Posizione assicurativa/Estratto conto”.

Controllare accuratamente l’estratto e qualora risultino contributi mancanti o retribuzioni errate, l’interessato dovrà agire senza indugio e sempre on-line, attivando la richiesta di variazione e integrazione della posizione assicurativa.

E’ necessario utilizzare la funzionalità “richieste di variazione alla posizione assicurativa – RVPA”.

Marzo 2018                                                                           Giuliano coan                   

APE SOCIALE (di G. Coan)

APE SOCIALE

                     In attesa d’istruzioni per il comparto scuola

Non sono state ancora impartite disposizioni per il pensionamento anticipato dei docenti della scuola. E la data del 1° settembre si avvicina.

A distanza di quasi un mese dalla pubblicazione in Gazzetta dei due DPCM attuativi su APE sociale e lavoratori precoci e a pochi giorni dalla conclusione della prima fase di accettazione delle domande (c'è tempo sino al 15 luglio 2017 per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017) non sono uscite le relative indicazioni.

I lavoratori della scuola che quest'anno hanno la possibilità di uscire in anticipo rispetto alla Legge Fornero sono:

- gli invalidi civili almeno al 74% con 63 anni e 30 anni di contributi

- i lavoratori che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente entro il 1° grado convivente con grave disabilità con 63 anni e 30 di contributi

- le maestre d'infanzia e gli educatori degli asili nido con 63 anni e 36 di contributi

- lavoratori precoci con 41 anni di contributi, a prescindere dall'età anagrafica, a condizione di avere almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età.

Chi si riconosce in tali profili di tutela e matura i requisiti anagrafici e/o contributivi entro il 31.12.2017 deve produrre richiesta di verifica delle condizioni all'Inps entro il 15 Luglio 2017.

 La questione sta nel fatto che i tempi per la presentazione delle domande nel 2017 e di pubblicazione della graduatoria (15 ottobre) non sono compatibili con le scadenze previste dal Miur. per la comunicazione di cessazione dal servizio connessa al pensionamento.

I lavoratori del comparto come noto, hanno una scadenza fissa per lasciare il servizio, il 1° settembre di ciascun anno.                                                                                                                                                         

                                                                        

  Luglio 2017                                                                     giuliano coan

Consulente e docente in diritto previdenziale 

La Pensione (cumulo, ricongiunzione, totalizzazione - luci e ombre) di G. Coan

 

[Versione PDF dell'articolo]

LA PENSIONE

                     cumulo, ricongiunzione, totalizzazione – luci e ombre

Con la circolare n. 60 del 16/3/17, l'INPS ha diramato chiarimenti per chiedere il cumulo dei contributi secondo le indicazioni contenute nel comma 195 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2017.

Dal 1° gennaio 2017 i lavoratori che hanno spezzoni contributivi in più gestioni previdenziali obbligatorie (compresa la gestione separata dell'Inps e le casse professionali privatizzate ai sensi del Dlgs 503/1994 e del Dlgs 103/1996) potranno sommare i periodi di contribuzione non coincidente al fine di conseguire sia la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età unitamente ad un minimo di 20 anni di contributi e sia la pensione anticipata (con 42 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall'età anagrafica, 41 anni e 10 mesi le donne).  Oltre al cumulo, cioè la possibilità di mettere insieme vari periodi contributivi, c’è la totalizzazione, che potrebbe sembrare la stessa cosa, ma che è cosa assolutamente diversa nel calcolo e nella tempistica nell’erogazione dell’assegno. E’ bene, quindi, chiarire per non fare confusione.

Per la pensione di vecchiaia, la totalizzazione prevede un requisito pari a 65 anni e 7 mesi e almeno 20 di contributi; per il trattamento anticipato servono 40 anni e 7 mesi di anzianità contributiva indipendentemente dall’età anagrafica.

Un’altra differenza riguarda il regime delle decorrenze. La pensione in totalizzazione sconta un regime di finestre mobili particolarmente sfavorevole. Infatti, subisce uno spostamento (18 mesi per vecchiaia, 21 per anzianità), dopo aver maturato il diritto. Nel cumulo la pensione è corrisposta subito.

E’ sulla valutazione dell’assegno che si deve orientare la concentrazione. Il calcolo dell’assegno in linea generale asseconda il cumulo rispetto alla totalizzazione.  Con il cumulo i periodi accreditati nelle diverse gestioni osservano le regole di calcolo della gestione di appartenenza, fermo restando che dal 1° gennaio 2012 sarà applicato il sistema di calcolo contributivo. Nella totalizzazione il calcolo è effettuato, di regola, tramite il sistema contributivo puro, salvo che il soggetto possa vantare, in una delle gestioni, un diritto autonomo. Al cumulo tuttavia si aggiunge la beffa. Ai dipendenti pubblici, infatti, l’erogazione del Tfs decorrerà dal raggiungimento dell’età richiesta per accedere alla pensione di vecchiaia che vuol dire in certi casi attendere 6/7 anni per vedersi liquidata la buonuscita.

La ricongiunzione ancorché onerosa spesso sia più conveniente rispetto alla gratuità della totalizzazione e del cumulo. Ipotizziamo un lavoratore statale iscritto Ctps che voglia ricongiungere un periodo antecedente al 1992 accreditato presso Inps come lavoratore dipendente. Il trasferimento di tale periodo determinerà una quota A di pensione notevolmente superiore rispetto all'assicurazione comune. Infatti, per la definizione della retribuzione pensionabile aumentata del 18%, si farà riferimento all'ultimo stipendio percepito invece che alla media degli ultimi cinque anni previsti nell'AGO e privi della predetta maggiorazione. Si rileva in pratica, un consistente incremento del reddito pensionistico del lavoratore che sarà nettamente superiore della somma complessiva delle varie pensioni erogate con il cumulo o la totalizzazione.

Allora cosa fare. Prestare assoluta attenzione e valutare accuratamente i vantaggi e gli svantaggi della norma da adottare in virtu’ della propria carriera lavorativa e non farsi allettare pregiudizialmente dalla demagogia in genere e dalla gratuità, tanto conclamate.

 Marzo 2017

                                                              giuliano coan 

                                   Consulente e docente in diritto previdenziale

 

Il nuovo tetto delle pensioni anche per i lavoratori cessati dal 2012 (di G. Coan)

IL NUOVO TETTO DELLE PENSIONI ANCHE PER I LAVORATORI CESSATI DAL 2012

                      

L’’Inps sta procedendo in questi giorni ai nuovi calcoli per la riliquidazione delle pensioni in attuazione a quanto previsto dalla legge di stabilità 2015 e secondo le norme applicative diramate con la circ.74/2015.

 

Di cosa si tratta

 

L’art. 1, comma 707 della predetta legge stabilisce che "l’importo complessivo del trattamento   pensionistico liquidato con le regole vigenti dal 1° gennaio 2012 non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della riforma Fornero computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa".

Sono interessati i lavoratori che fanno valere almeno 18 anni di contribuzione al 31.12.1995 e che, quindi per effetto della Riforma Fornero, vedono l'assegno determinato con il sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011 e contributivo sulle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012.

 Per effetto dell'introduzione del sistema contributivo dal 1° gennaio 2012, è previsto un trattamento pensionistico più vantaggioso rispetto a quello calcolato con le vecchie regole del sistema retributivo. Infatti, grazie al sistema contributivo, con riferimento alle anzianità maturate a decorrere dal 1° gennaio 2012, i lavoratori che già avevano un'anzianità contributiva elevata, o avevano già raggiunto i 40 anni di contributi alla fine del 2011, riescono a valorizzare anche gli anni eccedenti, maturando un trattamento superiore a quello che sarebbe stato loro corrisposto con le vecchie regole.

 

 Il doppio calcolo

 

L’Inps quindi deve determinare l'importo del trattamento che dovrebbe essere corrisposto con le regole attuali (cioè retributivo sino al 2011 e contributivo dal 2012). Calcola l'importo, per così dire "virtuale", dell'assegno che sarebbe stato conseguito applicando interamente il criterio retributivo anche alle quote di anzianità maturate dopo il 2011 sino alla data di effettivo pensionamento valorizzando anche gli anni eccedenti i 40 al ritmo del 2% annuo (1,8% per i dipendenti civili iscritti alla Cassa Stato).

L'importo minore tra il confronto dei due sistemi sarà quello messo in pagamento.

In pratica questa norma impatterà sui lavoratori con carriere lavorative rilevanti ma anche su quelli che avevano una carriera discreta che restavano in servizio proprio per migliorare l’assegno.

Effetto retroattivo

 

Il doppio calcolo si applica non solo ai trattamenti pensionistici che hanno decorrenza successiva al 2014, ma anche a quelli già liquidati in precedenza di pensionati che sono usciti dal mondo del lavoro nel periodo 2012-2014, e con effetto dal 2015, si vedranno quindi ridurre l'importo dell'assegno qualora l'assegno determinato con il secondo sistema di calcolo risulti inferiore a quello messo in pagamento

 

Considerazioni finali

 

Al di là degli errori, che sicuramente accadranno tenuto conto della complessità dei calcoli e della gestione delle pratiche medesime, tale nuova norma pone problemi d’incostituzionalità perché va a intaccare i c.d. “diritti acquisiti” fino ad ora sempre rispettati nell’ordinamento Italiano.

I diritti acquisiti ed immutabili trovano fondamento nell’art. 25, comma 2 della Costituzione, in ragione dell’efficacia della disposizione di legge nel tempo (tempus regit actum), ossia ogni atto va valutato secondo la norma vigente al momento in cui avviene e dunque investe il principio di irretroattività.

Ordinariamente la legge dispone per il futuro: l’abolizione dei diritti acquisiti costituirebbe un pericolosissimo precedente. Nella fattispecie pensionistica, una volta travolto il principio, si può ad libitum, a piacere, azzerare qualsiasi diritto.

Non può essere che uno si svegli improvvisamente e proponga, ad esempio, un taglio del 50% di tutte le pensioni in essere, escluse magari quelle dei parlamentari.

Saranno i giudici a decretare se questa novella sia da considerare o no Costituzionale.

 

Agosto 2016

 

Giuliano Coan                                                                              Consulente in diritto previdenziale e docente in materia –Autore di studi e pubblicazioni