Get Adobe Flash player

Login

Archivio

Elenco

Elenco Articoli dal più recente

Pensioni - tutte le novità della legge 26/2019 (di G. Coan)

Pensioni


Tutte le novità della legge 26/2019


Quota 100 - uscita con 62 anni di età e trentotto di contributi per il triennio 2019-2021
Finestre mobili di tre mesi dalla maturazione dei requisiti per i lavoratori del settore privato di sei mesi per il pubblico impiego- con prima uscita al 1° aprile 2019 per i lavoratori del settoreprivato e 1° agosto 2019 per il pubblico impiego... CONTINUA A LEGGERE

 

 

 

PENSIONI - LE ATTUALI NOVITA’ (di G. Coan)

Risultati immagini per pensioniPENSIONI  -  LE ATTUALI  NOVITA’   

 Il D.L. n. 4 del 28.01.2019 dispone che possono accedere al pensionamento i lavoratori e le lavoratrici che fanno valere entro il 2019 la “quota 100” determinata dai 62 anni di età anagrafica e 38 di anzianità contributiva. Nei 38 anni di contribuzione possono essere cumulati periodi di contribuzione presenti in diverse gestioni previdenziali...CONTINUA A LEGGERE

 

Pensioni

               Come cambiano i riscatti secondo il DL 4/2019.  Risultati immagini per riscatto anni di università

Via libera al riscatto agevolato della laurea sino a 45 anni e alla cd. pace contributiva.

L'Inps ha pubblicato la Circolare 36/2019 con la quale detta le prime istruzioni e modalità per esercitare le due facoltà introdotte dall'articolo 20 del DL 4/2019 in vigore ufficialmente dal 29 Gennaio 2019 e che dovrà essere convertito il legge entro 60 giorni...CONTINUA A LEGGERE

 

 

Assegni pensionistici - Rivalutazione in seguito alla legge di bilancio 2019 (di G. Coan)

I pensionati Quanto perdono con la nuova rivalutazione degli assegni

                                 a seguito della legge di bilancio 2019

Da quest'anno gli assegni pensionistici superiori a tre volte il trattamento minimo Inps cresceranno in misura inferiore a quanto previsto.

La legge 145/2018 (legge bilancio 2019) ha rivisto al ribasso le fasce di perequazione delle pensioni erogate dall'Inps per il prossimo triennio.

Ha modificato le misure stabilite dalla legge 388/2000 bloccate dalla Fornero negli anni 2012/2013 e che dovevano essere ripristinate dal 1° gennaio 2019.

Non ci sono effetti negativi per gli assegni collocati di sotto gli 1.522 euro lordi mensili (cioè sino a tre volte il minimo Inps) perché è garantita la piena indicizzazione della pensione all'inflazione.

Chi ci rimetterà sono i pensionati della classe media ed elevata che hanno assegni superiori. Queste pensioni senza la legge di bilancio avrebbero rivisto come sopra citato l'adeguamento nelle misure stabilite dalla legge 388/2000.

Il nuovo meccanismo inserito nella legge di bilancio 2019 migliora di poco la disciplina vigente sino al 31.12.2018 (legge 147/2013.)

La tabella allegata mostra, nelle ultime tre colonne il confronto tra le due normative con riferimento al 2019 utilizzando il tasso d’inflazione dell'1,1% già comunicato dall'Istat. Come si vede l'effetto è molto contenuto per gli assegni fra tre e quattro volte il minimo e sale progressivamente per quelli superiori.

Così una pensione di 2.800 euro lordi si fermerà nel 2019 al valore di 2.816 euro invece di 2.828 euro, quasi 13 euro al mese in meno per un totale annuo di 170 euro.

Un assegno di 4.500 euro arriverà a 4.522 euro invece che a 4.543 euro, una differenza di oltre 20 euro al mese per un totale annuo di 260 euro.

           

confronto rivalutazione 2019 3

Gennaio 2019

 giuliano coan

    Consulente in diritto previdenziale  

Pensionamenti del personale della scuola dal 1° settembre 2019 (di G. Coan)

Emanati dal MIUR il decreto e la circolare sui pensionamenti del personale della scuola dal 1° settembre 2019.

                       Scadenza per la presentazione della domanda: 12 dicembre 2018

                         Per i dirigenti scolastici  28 febbraio 2019 

Non  si presentano  sostanziali  variazioni rispetto a quelle dello scorso anno.

Nessuna indicazione è data sulle novità che stanno per essere introdotte dal Governo, sulla quota 100 e l'opzione donna.

Per i requisiti il punto di riferimento resta la riforma Fornero.

 L'unica novità è lo scatto di cinque mesi della speranza di vita che, a legislazione vigente, farà aumentare i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia e quelli contributivi per la pensione anticipata.

Cessazioni a domanda

Potranno fare domanda di cessazione volontaria dal servizio i lavoratori e le lavoratrici che hanno raggiunto i 67 anni e 20 anni di contributi oppure, a prescindere dall'età anagrafica, i 43 anni e 3 mesi di contributi (42 anni e 3 mesi le donne) entro il 31 dicembre 2019.

In applicazione dell'art. 1, comma 9, della legge n. 243/2004 come modificato dalla legge 232/2016, il personale femminile che fa valere un’età anagrafica non inferiore a 57 anni e un’anzianità contributiva pari o superiore a 34 anni, 11 mesi e 16 giorni entro il 31 Dicembre 2015 può parimenti produrre domanda di cessazione dal servizio a condizione di optare per la liquidazione della pensione secondo le regole di calcolo contributive (cd. opzione donna).

Continuano stranamente a non essere fornite istruzioni specifiche per quei docenti che hanno fatto istanza per il conseguimento dell'ape sociale e del pensionamento con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci.

 Per quanto riguarda la possibile proroga oltre il 2018 dell'Ape sociale il Ministero si riserva successive istruzioni una volta chiarite le intenzioni del Governo.

 Cessazioni d'ufficio

Il personale che ha raggiunto i 65 anni di età (limite ordinamentale) entro il 31 agosto 2019 in possesso, alla medesima data, di un qualsiasi diritto a pensione (es. pensione anticipata o ex pensione di anzianità) sarà collocato in pensione d'ufficio dal prossimo 1° settembre.

 In caso contrario la risoluzione d'ufficio scatta a 67 anni se raggiunti entro il 31 agosto 2019 qualora a tale data siano stati raggiunti i 20 anni di contributi.

 Mentre il trattenimento in servizio oltre i 67 anni di età potrà essere attivato solo con riferimento a quel personale che non abbia ancora perfezionato i requisiti contributivi minimi per la pensione di vecchiaia (cioè i 20 anni di contributi) e comunque non oltre i 71 anni.

Il Miur prevede anche la possibilità di risolvere anticipatamente il rapporto di lavoro (cd. risoluzione facoltativa) ove il lavoratore abbia raggiunto la massima anzianità contributiva (43 anni e 3 mesi o 42 anni e 3 mesi le donne) al 31 agosto 2019, ancorché non abbia raggiunto il 65° anno di età.

 In tal caso l'amministrazione deve valutare l’esistenza di una situazione di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza dell’interessato, sia a livello nazionale sia provinciale dandone un preavviso di almeno sei mesi al lavoratore e sempre che la risoluzione sia motivata, espliciti i criteri di scelta e non pregiudichi la funzionale erogazione dei servizi.

                                                                                              Giuliano coan

Consulente in diritto previdenziale e docente in materia.                                                                                                      Autore di studi e pubblicazioni

19.11.2018  

UN TOURBILLON DI PROGETTI SULLE PENSIONI (di G. Coan)

UN TOURBILLON DI PROGETTI SULLE PENSIONI

*di g. coan

Non accenna a placarsi lo scambio di vedute e d’idee sulle pensioni specialmente dopo le proposte del nuovo Governo.

Confronti, polemiche, discussioni a tutto campo con teorie, propositi e idee alcune con un minimo di fondamento, altre palesemente strampalate e insensate.

Tutto questo dibattito non fa che aumentare l’angoscia e la frustrazione di coloro i quali sono alla vigilia della pensione, e pensionati compresi, che hanno di fronte scenari che cambiano continuamente.

Si aggiunge poi un’informazione mediatica approssimativa e strumentale che contribuisce ad accrescere apprensione e disorientamento...LEGGI TUTTO